Film & Serie TV

4 serie TV crime da recuperare assolutamente su Netflix

Le serie TV crime sono uno dei generi di telefilm che, stando alle statistiche, ha vita più lunga. Un genere così amato che le produzioni si susseguono e insieme all’offerta cresce anche la possibilità di perdersi qualcosa che invece era proprio da vedere!

Arriva l’inverno, le giornate si fanno più corte e Netflix corre in nostro aiuto. Cioccolata calda alla mano, plaid fin sopra le spalle, e via al binge-watching con 4 serie TV crime che, se ancora non avete visto, dovete assolutamente recuperare!

The following

The Following è anzitutto uno scontro fra il bene e il male. I due personaggi che incarnano questo scontro sono Ryan Hardy, un ex poliziotto alcolizzato con un passato tormentato, e Joe Carroll, un ex professore di letteratura ora in carcere per l’omicidio di 14 studentesse.

Quando il serial killer Joe evade di prigione, l’FBI richiama come consulente l’agente che aveva contribuito a catturarlo: Ryan. Già alla fine del primo episodio si scopre quello che sarà il filo conduttore di questa serie TV in onda su Netflix. Negli anni trascorsi in prigione, Joe Carrol è riuscito a creare una setta di followers. Grazie ai suoi followers ora è in grado di portare avanti le sue azioni anche dall’interno della prigione.

Kevin Bacon e James Purefoy, rispettivamente nei panni di Ryan Hardy e Joe Carrol, ci trasportano in una serie TV dai toni scuri e a tratti riflessivi. Seppur tra alti e bassi, se si sorvola su alcune scene messe in atto con l’unico scopo di far proseguire la trama, The Following fa il suo dovere. Tra suspense e colpi di scena, le puntante si inseguono in un continuo climax degno della mano dell’autore di ScreamKevin Williamson.

Ideatore: Kevin Williamson

Broadchurch

L’incipit di questa serie non è certo dei più originali: un bambino viene trovato morto in una piccola cittadina, Broadchurch. Ciò che però distingue questa serie TV, da altre che hanno una trama nemmeno troppo differente, è il modo di condurre lo spettatore al suo interno. Chi guarda questo telefilm viene immerso in una trama da affrontare con i tempi dilatati della tragedia che la circonda.

Il dramma è più importante delle indagini ed è quindi anche più presente. Lo spettatore diviene investigatore e vittima allo stesso tempo. Nonostante i tempi volutamente dilatati, la serie TV presente su Netflix procede incalzante fino all’epilogo grazie alla sua capacità di coinvolgere lo spettatore.

Alec Hardy, interpretato da un David Tennant che nulla ha a che fare con quello visto nei panni del decimo dottore della serie TV Doctor Who (2005 – ), è l’ispettore incaricato di risolvere il caso insieme a Ellie Miller. Ellie è interpretata da una Olivia Colman fin troppo sottovalutata fuori dal Regno Unito. L’attrice è infatti stata sostituita, nella trasposizione americana del telefilm, da una più attraente Anna Gunn (Skyler di Breaking Bad per intenderci).

I due detective avranno a che fare con una comunità ristretta tipica di un paese piccolo, con la consapevolezza che potrebbero incontrare l’assassino per le strade di Broadchurch. La stessa consapevolezza che hanno i familiari del bambino ucciso. Questo li trascinerà in un vortice di disperazione che, puntata dopo puntata, minuto dopo minuto, travolgerà lo spettatore con un peso a tratti difficile da sopportare.

Ideatore: Chris Chibnall

Marcella

Tutta questa serie TV (in onda su Netflix) ruota attorno alla protagonista Marcella Backland. Una detective londinese che ritorna a lavorare in polizia dopo 11 anni. A convincere Marcella a rientrare in polizia è, da un lato, la volontà di distrarsi da un divorzio che l’ha letteralmente distrutta e, dall’altro, la riapertura di un suo caso irrisolto quando era ancora in servizio.

La caratteristica più interessante dell’intero telefilm è sicuramente l’ambiguità della protagonista. Manca sostanzialmente quella linea netta tra buoni e cattivi tipica dei polizieschi. Lo spettatore affronterà ogni puntata con il dubbio di cosa sia successo nella sequenza di apertura del telefilm.

Anna Friel, nei panni di Marcella, è la protagonista indiscussa di questo telefilm. La disperazione di una detective, che è anche madre, vicino al tracollo psicologico è un ruolo che le calza perfettamente, tanto da non far mai dubitare della credibilità e dalla coerenza del personaggio. Questo aspetto permette di  apprezzare appieno la serie Marcella.

Ideatore: Hans Rosenfeldt, Nicola Larder

River

River è una miniserie TV del 2015 di 6 episodi. John River, interpretato da Stellan Skasgård, e la sua collega Jackie ‘Stevie’ Stevenson, interpretata da Nicola Walker, sono fermi al McDrive. Ordinato un panino alla cipolla e un milkshake alla banana, i due riprendono il pattugliamento cantando per poi dividersi quando notano un’auto sospetta. Inizia così un concitato inseguimento tra l’ispettore River e un giovane spacciatore di nome Riley, che terminerà con la sua morte. Ma è quando arriva il capo del reparto della polizia, Chrissie Red, che si scopre la verità sulla coppia di poliziotti tanto affiatata. Stevie altro non è che un’allucinazione dell’ispettore River, assassinata da un’auto uguale a quella appartenente al ragazzo morto nella sequenza precedente.

La sequenza, magistralmente costruita, mostra l’indubbio livello della sceneggiatura redatta da Abi Morgan. Abi è anche sceneggiatrice di opere più conosciute quali The Iron Lady (2011) e Shame (2011). Dopo la sua ottima performance in entrambi i Volumi di Nymphomaniac (di Lars Von Trier 2013 e 2014), Stellan Skasgård convince appieno nel ruolo di John River, un investigatore scioccato dalla morte della sua collega e per questo mentalmente turbato.

Ideatore: Abi Morgan